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Luce e Castelli - Terre del Gavi

Il Gaviese, storicamente, è stato più ligure che piemontese. Prova ne è il poderoso castello di Gavi, di origine romana, trasformato dai Genovesi fra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento in forte a difesa delle strade che dai porti conducevano alla Pianura Padana. Come tutte le “terre di mezzo”, il Gaviese ha conservato un aspetto poco antropizzato e selvaggio.

Le vicine Val Curone e il Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo, ad esempio, sono oasi naturalistiche di appenninica bellezza: un po’ collina un po’ montagna, un po’ mare e un po’ entroterra. Ma nel panorama dell’Oltregiogo, come veniva anticamente chiamata la regione, dominano i castelli, figli di decine di insediamenti feudali che qui si spartivano le ricche risorse naturali: boschi, torrenti, vigneti e campi da coltivare. I suoli, di origine alluvionale, sono un mix di argille, ghiaia, arenarie e marne bianche che regalano al Gavi le sue note fresche e minerali. Il territorio di Gavi è immerso in una luce particolare.

È quella del vitigno cortese, «dal biondo piumaggio» e bacca aurea, che dà vita al Gavi DOCG, massima espressione enologica della zona. Ma è anche la particolare atmosfera che qui, più di altrove, risente del benigno influsso del mare. 

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