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Lago della spina

Il lago della Spina prende il nome dall'omonimo santuario che dista qualche centinaio di metri dal lago stesso.

E' un lago artificiale, l'invaso fu realizzato nel 1827 per volere del Conte Carlo Beraudo di Pralormo (Segretario di Stato per gli affari dell’interno) e del Marchese Carlo Emanuele Ferrero Della Marmora (Colonnello di Cavalleria e Maggiore Comandante delle Guardie del Corpo Reale); è un esempio della più alta ingegneria idraulica del tempo.

Il progetto per la costruzione della diga venne redatto dall’ingegner Barabino.

Lo scopo iniziale della diga, che sbarra ancora oggi la piccola valle del rio Torto nel territorio del comune di Pralormo, era quello di raccogliere le acque piovane per destinarle all’irrigazione. Anticamente erano previste un numero minimo di tre “bagnature” dei fondi concessionari delle acque del lago, i quali ammontavano nel totale a circa 300 ettari di coltivazioni.Dalla banca dati della Direzione Generale per le Infrastrutture Idriche ed Elettriche (Ministero Infrastrutture e Trasporti) risulta che la diga del lago della Spina è la più antica tra le "grandi dighe" italiane (ossia quelle che sono più alte di 15 metri o che invasano più di un milione di metri cubi).

Le dimensioni massime raggiungono circa 1 km di lunghezza e 200 metri di larghezza nel punto più ampio. Il fondo dell’invaso si trova ad una quota inferiore ai 281 metri s.l.m., mentre la quota di coronamento raggiunge i 295,20 metri s.l.m.

 

Dopo l’alluvione del 1994 e i danneggiamenti alla diga in terra battuta, il livello del bacino viene mantenuto basso per ragioni di sicurezza.

A breve si completeranno gli interventi per consentire la massima capacità di invaso, riportando così il lago della Spina ai suoi “antichi splendori”.

(foto di Alessandro Accossato)
lago della spina